di Gabriella Pistone, Presidente della Società delle Terme
Presentazione del libro “ LE TERME DI ACQUI “
città ed architetture per la cura e per lo svago.
Acqui Terme, 13 febbraio 2010 Sala Bell’Epoque Hotel Nuove Terme ore 16,45
Con la partecipazione dell’autore Prof. Arch. Alessandro Martini, dell’Assessore alla Cultura Dottor Carlo Sburlati, dello studioso acquese Lionello Archetti Maestri, dell’editore Umberto Allemandi e della Presidente delle Terme Gabriella Pistone.
Questo volume, che oggi abbiamo il piacere di presentare ad Acqui, ai suoi cittadini e ai suoi ospiti, fa sapientemente emergere tracce significative , che consentono di capire ed apprezzare la città e le sue architetture; offrendone importanti segmenti di lettura, consente di costruire percorsi di scoperta densi e stratificati, lasciando trasparire varietà e specificità delle epoche della grande storia attraversata da Acqui. Dallo studio del passato emerge costante e chiaro il desiderio di migliorare stabilimenti e strutture termali, perché sempre considerati inadeguati dagli operatori locali e dalle amministrazioni di tutte le epoche.
Per varie ragioni l’impossibilità di farlo: per la scelta mai fino in fondo chiarita se essere luogo di cura oppure di svago; per la mancanza di una visione strategica a lungo termine da parte del Comune, più interessato a ricevere ogni anno introiti certi, seppur esigui, dalla concessione al privato piuttosto che sostenerlo in progetti a medio lungo termine; per l’assenza di consistenti capitali finanziari da parte privata, in grado di coadiuvare e in parte sostituire man mano la proprietà pubblica.
Chi avrà la pazienza ed il desiderio di leggere il volume troverà molteplici dichiarazioni, ripetute nelle varie epoche, a testimonianza di quanto detto.
Per rendere meglio tutto ciò ho voluto un editore di prestigio che ha creduto nella proposta di un giovane studioso, acquese di famiglia, che attraverso la stratificazione architettonica ed urbanistica ci parla di epoche gloriose e di ambizioni mai soddisfatte.
A me , a tutti costoro e a molti altri piacerebbe che Acqui tornasse ad essere un modello di città termale, con una forte identità che sappia coniugare specificità ad universalità, come spesso nel passato, e diventare davvero un luogo di loisir internazionale, attrattivo per la sua offerta culturale e ricreativa oltre che per l’eccezionalità delle sue acque e dei suoi fanghi.






